I numeri di Pitti 94

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L’estero conferma gli eccellenti risultati di presenze dello scorso giugno, trainato dai numeri in crescita di Stati Uniti (+23%), Regno Unito (+6%), Olanda (+13%), Francia (+7%), Germania, Portogallo, Hong Kong, Canada e India; in calo leggero il fronte italiano. In totale sono stati 19.100 i compratori e più di 30.000 i visitatori a questa edizione.

“La partecipazione di tutti i più importanti buyers internazionali ed italiani – con un numero sempre crescente di retailers online, e la grande attenzione da parte della miglior stampa internazionale – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – confermano il ruolo di Pitti Immagine Uomo come punto di riferimento globale per il lifestyle, lo scouting di qualità, e per il lancio worldwide di nuove tendenze e progetti moda. Lo dicono anche i risultati di presenze e i feedback raccolti tra espositori e buyer: tutti di grande apprezzamento per le novità proposte in fiera, i nuovi progetti espositivi che abbiamo lanciato alla Fortezza, gli eventi speciali, e per l’atmosfera di creatività che ha invaso Firenze in questi giorni”.

I dati di affluenza finale di questa 94esima edizione (Firenze, Fortezza da Basso, 12-15 giugno 2018) hanno fatto registrare 19.100 compratori totali: l’estero ha confermato il suo grande dinamismo, mantenendosi sugli stessi alti livelli di presenze di un anno fa (circa 8.400 i buyer internazionali), con performance positive per mercati di riferimento come Germania (sempre in testa alla classifica compratori), Stati Uniti (+23%), Regno Unito (+6%),Olanda (+13%), Francia (+7%), Canada (+12%), crescite consistenti anche per mercati più giovani come Hong Kong (quasi raddoppiato il numero dei suoi buyer) e India (+30%); mentre sono stati in leggera flessione i numeri da Giappone, Spagna, Cina e Svizzera.
In leggero e prevedibile calo, rispetto alla corrispettiva edizione estiva, anche le presenze degli italiani (intorno al -2,5%), a riflettere un periodo ancora difficile per il mercato interno.
Complessivamente anche a questo Pitti Uomo si sono ampiamente superati i 30.000 visitatori totali.

La classifica dei primi 20 paesi per presenze: Germania (922 buyer a questa edizione), Giappone (757), Regno Unito (539), Spagna (529), Olanda (490), Francia (389), Cina (372), Stati Uniti (340), Turchia (293), Svizzera (268), Corea del Sud (236), Belgio (231), Austria (167), Portogallo (167), Russia (166), Grecia (146), Svezia (122), Danimarca (121), Hong Kong (101) e Polonia (97).

Numeri da record raggiunti sui social media: i 4 giorni di Pitti Uomo 94 hanno generato più di 35.000 post e 7 milioni di interazioni; Instagram è stata la fonte con il più alto numero di post collezionati, e ha generato il 97% di interazioni; l’hashtag più popolare è stato #PittiUomo con 29.000 menzioni (Fonte dati: Launchmetrics).

Una grande attenzione e tanti feedback più che positivi sono arrivati da parte della stampa e dei buyer per le novità alla Fortezza da Basso – come I GO OUT, il nuovo progetto sull’outdoor style presentato alla Sala Della Ronda, che ha raccolto apprezzamenti unanimi, la Guest Nation Georgia, l’area Scandinavian Manifesto, le tante anteprime e partecipazioni di questa edizione nelle varie sezioni del salone, e per il programma degli eventi speciali (la sfilata del menswear guest designer CRAIG GREEN a Boboli, lo special event firmato Roberto Cavalli alla Certosa, la sfilata del designer project Fumito Ganryu, gli eventi di anniversario di Herno e Lardini, l’opening dei nuovi spazi del Gucci Garden, l’anteprima del progetto Moncler Genius con Hiroshi Fujiwara, gli showcase e performance di MCM e Birkenstock, il fashion show di BED j.w. Ford, il lancio della capsule collection di COS, la presentazione di Federico Curradi e la mostra-evento di Emilio Pucci e Bonaveri).

E tra gli eventi di punta di questa edizione c’è stata anche l’inaugurazione della mostra FANATIC FEELINGS – Fashion Plays Football, presentata dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery nel Complesso di Santa Maria Novella – un ampio progetto multimediale curato da Markus Ebner e Francesco Bonami – che sarà visitabile fino al 22 luglio.

Julian Keen Press Office

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